giovedì 11 aprile 2013

Giocare necesse est


Reportage da PLAY - fiera del gioco, come al solito scritta da un ispiratissimo Gabriele.

Ed eccoci di nuovo qui, a raccontare un’altra tappa sul sentiero dorato che ci porterà alla Città degli Smeraldi, cioè alla conclusione della saga di Finisterra. In un’escalation che, quest’anno, sta stuzzicando il nostro orgoglio come non mai, l’appuntamento è di quelli che non si potranno mai dimenticare. Play (http://www.play-modena.it/). La fiera del gioco di Modena, un appuntamento imperdibile per grandi e piccini, un Paese dei Balocchi che seduce e coccola. Lo sapete, tutti noi di XOmegaP siamo stati e siamo giocatori seriali. Non solo divoratori di role play, ma di videogiochi, giochi con le miniature e chi più ne ha più ne metta.

Simone al banchetto di sabato
Non vi sarà difficile, quindi, immaginare che emozione è stata per tutti noi, sabato 7 e domenica 8 aprile, varcare i cancelli del Paradiso come attrazioni della fiera, seppure piccole in mezzo a tutto quel ben di Dio. Protagonista era il Gioco di Narrazione di Finisterra, scritto da Giorgio Gandolfi e Adriano Bompani, curato dal nostro Simone e, indovinate, illustrato da? Ebbene si la nostra monumentale Elena. Appuntamento, quindi, allo stand B28. Io e Simone sabato, dalle 9 alle 19, Sara e Max domenica, stessa ora. Marcello jolly in entrambe le giornate, una sorta di libero, alla Scirea o alla Baresi. 

Sara e Max al banchetto di domenica
 Il Gioco di Narrazione. Questo nome evoca l’essenza stessa di XOmegaP: i giocatori devono narrare una storia insieme sulla base di una serie di scene e di eventi che possono accadere, come nella vita reale, a rovinare i piani dei protagonisti. Una metafora della scrittura collettiva che noi portiamo avanti da anni. Il nostro spazio dimostratori è in un luogo meraviglioso, il Padiglione B, dove la Lego imperversa e Finisterra si nota in mezzo a mahjong e giochi di carte grazie al roll-up, eroico come al solito, e alle copertine dei libri. Il Gioco è meraviglioso, tenerlo in mano è l’ennesima realizzazione di un sogno. Il manuale è completo di tabellone e carte da gioco, impreziosito da innumerevoli e bellissime illustrazioni. 

Primo piano su gioco e libri
 Sino alle 10 la fiera è sonnolenta, poi si anima e il pubblico comincia a fermarsi e chiedere informazioni, un gruppo di ragazzi prova il gioco; sono giocatori esperti, si vede, e si divertono per un’ora abbondante. Una bella soddisfazione, come quella della visita di un rappresentante dell’associazione Torre Nera (http://www.torrenera.it/index.php) che ha voluto provare il gioco. Intorno a noi sfilano cosplay, famiglie, appassionati di tutte le età e con tutti gli abbigliamenti possibili, sembra di stare a Las Vegas. Un grazie particolare al nostro amico Rod e al Club 3M di Modena (www.treemme.org/) per l’opportunità che ci hanno dato.   

La nuova mascotte di Finisterra
Tra le tante persone che si fermano al nostro stand, credo meriterebbe un monumento sull’Altare della Patria il padre che ci racconta di crescere i figli con i giochi di ruolo, per “non farli sempre stare davanti alla televisione”. Un eroe dei giorni nostri! Se avessimo più paladini come lui, il mondo sarebbe un posto migliore. Questa considerazione mi porta a una riflessione filosofica. La fiera del gioco e i suoi partecipanti possono essere visti dai ben pensanti come tanti ragazzoni affetti da sindrome di Peter Pan e, in effetti, sono molte persone che la vedono in questo modo. Io, al contrario, credo che sbaglino. Il gioco, quando è intelligente, è cultura, come il teatro, la musica, la lettura e lo sport. Lo è perché aiuta a stare assieme, a liberare energie positive, spesso accresce le conoscenze, la curiosità. Questo è vero per i più semplici balocchi infantili ma anche per i più complessi giochi di ruolo da adulti. In questo senso è vero, a mio avviso, lo slogan di Play Non si smette di giocare perché si diventa vecchi, ma si diventa vecchi perché si smette di giocare. In questo senso, il gioco è una valida alternativa allo shopping, alla televisione, al cinema, che merita di vedersi riconosciuta una sua dignità come strumento di crescita e divertimento. In un contesto simile, noi eravamo decisamente a nostro agio, col nostro progetto che cresce sempre meglio e, lo ammettiamo, ci siamo anche divertiti molto.